venerdì 24 marzo 2017

Pessima accoglienza


Alfredo Capurso, Pietro Cerullo ed altri operatori cilentani sono andati in visita alla Certosa di Padula, uno dei monumenti più interessanti del nostro Paese. Per inciso la Certosa di Padula è la più grande d’Europa.
Anni fa ho visitato un paio di volte questa realtà, e ho commentato che purtroppo non esiste una accoglienza adeguata, con quel che ne deriva in termini di visitatori e indotto economico.
Ma a giudicare dai commenti e dalle immagini le cose - da questo punto di vista - non sono troppo migliorate.
Scrive infatti, in un post, Alfredo Capurso:
Vietato fare foto
Vietato appoggiarsi
Vietato fermarsi
Quasi quasi, Vietato entrare!!!
Pessima #accoglienza

(immagini di Pietro Cerullo e Alfredo Capurso)



sabato 18 marzo 2017

Accoglienza: il marketing che funziona


Il 21 marzo 2017 sarò relatore ad un incontro in occasione della 4° edizione di Horecoast 2017, in programma presso il LLoyd’s Baia Hotel di Salerno.
9.30 Workshop “Il marketing che funziona si chiama accoglienza” (Sala F)
programma qui: http://www.horecoast.it/programma/


domenica 26 febbraio 2017

Turismo giapponese: si profila un nuovo Scenario



La regione "Asia Pacifico" costituisce il bacino di domanda turistica con il maggiore potenziale di crescita del mondo. Queste le conclusioni di un forum che si è tenuto a Madrid, in occasione della fiera FITUR, lo scorso mese di gennaio. Per il futuro si stima che ci saranno in media 17 milioni di turisti in più ogni anno, fino ad arrivare a 355 milioni di viaggi all'estero nel 2020. Quanto alle destinazioni, l'Europa sarà la meta preferita dagli asiatici che sceglieranno una destinazione fuori dalla regione.
Relativamente al mercato giapponese continua il trend positivo che riguarda le vacanze all’estero che complessivamente sono state 17.1 milioni nel 2016, con un incremento del 5,6% rispetto al 2015.
Era dal 2012 che il numero dei viaggi outbound dei giapponesi non cresceva, ma il dato del  2016, con 900mila i viaggi all’estero in più rispetto all’anno precedente, conferma quanto avevo anticipato nel mio blog, e costituisce un segnale davvero interessante, soprattutto in considerazione del fatto che il 20% dei turisti giapponesi “Long-haul” ha come meta l’Europa. Quanto all’Italia dovrebbe essere sufficiente ricordare che il nostro Paese continua ad essere la prima meta nel desiderio dei turisti giapponesi.
Per il nuovo Scenario che si profila, può essere utile qualche indicazione concreta. Molti operatori italiani pensano che i turisti giapponesi siano tutti turisti di gruppo, ma questa immagine rispecchia solo in parte la realtà del turismo giapponese. Inoltre se in passato i turisti giapponesi erano interessati ai prodotti contrassegnati da marchi globali, oggi hanno più interesse e attenzione ai marchi locali e a quelli di qualità. Se in passato avevano come mete quasi esclusivamente le città d’arte “cartolina”, oggi gran parte di loro è già alla seconda o terza esperienza di viaggio in Italia, conosce già le mete tradizionali, e cerca altro.
Sia nei rapporti con i Tour Operator giapponesi, che con i turisti, ho potuto verificare che l’interesse per le mete meno conosciute, e percepite come più autentiche, riguarda oggi una fascia importante del turismo giapponese individuale. Il desiderio di conoscere la cultura dei luoghi visitati è ciò che oggi spinge maggiormente una parte crescente del turismo giapponese a cercare luoghi insoliti e anche forme di alloggio integrate nell’ambiente: piccoli alberghi, agriturismo, alberghi diffusi, B&B…
Proposte e soluzioni ricettive dunque che solo qualche anno fa non potevano contare su un grande mercato, possono oggi essere prese in considerazione e risultare interessanti per i viaggiatori giapponesi. La prossima pubblicazione in Giappone di una guida turistica dell’Italia attraverso gli alberghi diffusi, curata dall’ing. Megumi Nakahashi e dal prof. Yatsumishu Matsunaga - che si aggiunge al successo della pubblicazione del prof. Matsunaga interamente dedicata ai borghi italiani - ne è credo una conferma evidente.
Giancarlo Dall’Ara
p.s. se siete interessati al mercato giapponese scrivetemi


lunedì 20 febbraio 2017

Il turismo ha bisogno di una regia


In Italia il turismo ha bisogno di una regia, che non c’è. Ha bisogno di Enti che si occupino di turismo, ma qui ci si occupa solo di promozione, tra l’altro con modalità antiche e inadeguate. 
Questa testimonianza che vi propongo racconta la realtà meglio di tante analisi e conferenze.
"Mi sarebbe piaciuto poter dire al turista giapponese che questa mattina,tutto contento.mi ha mostrato le sue fotografie scattate qui 20 anni fa... che qui nel frattempo le cose sono migliorate... e che il turismo è il fiore all'occhiello dell'economia locale 
...ed invece no...
Desolante, umiliante mostrare uno dei siti archeologici più importanti al mondo...sporcizia, erbacce, zone non percorribili, transenne ovunque...
La stagione turistica è già iniziata e siamo alle solite, pardon...no è sempre peggio..
l''ara di Ierone invisibile, l'anfiteatro romano una giungla, le Latomie quasi impraticabili per non parlare di percorsi e spazi chiusi da anni.
Al teatro greco le margherite selvatiche danno un.tocco di colore distraendo da ciò che si sta sgretolando sotto.i.nostri occhi
Eppure è uno dei siti più visitati in Sicilia..e da pochi anni con l'abolizione delle gratuità per gli over65 si incassa di piu...giusto?
Abbiamo esaurito ogni giustificazione, ogni risposta da dare a chi ci chiede perché accade tutto questo.
In questa giornata cosi importante per noi guide turistiche (giornata internazionale della guida turistica celebrata in tutto il mondo) con profonda tristezza denunciamo uno stato di cose inammissibile.....e ci sentiamo davvero soli in questo nostro grido di dolore"
E' questo un post di Lucia Iacono, del 18 febbraio 2017

domenica 29 gennaio 2017

La lotta al turismo di Barcellona


Dopo aver promosso il turismo per decenni ora Barcellona lo combatte. Anche se la notizia è di oggi, il tema non è nuovo, come mostra l'immagine qui sopra.


Sul quotidiano "La Stampa" leggo: "Lotta al turismo di massa", da parte del Comune. 
Posso capire, ma chi ha invitato i turisti ad andare a Barcellona? Chi ha fatto di Barcelona una meta "must" del turismo internazionale? Insomma ci sono delle responsabilità, e non sono dei turisti. E ci sono modalità di gestione del turismo diverse dall'#antiturismo. Il mio è un invito a studiare il turismo, prima di promuoverlo.

Ecco uno stralcio dell'articolo apparso su la Stampa con il titolo "Troppi turisti a Barcellona"


"Per non morire di turismo Barcellona ferma gli alberghi nel centro. Per la prima volta in Europa una città confina per legge in periferia la costruzione dei nuovi hotel. La lotta al turismo di massa che snatura i centri storici e «altera la convivenza urbana» trova in Catalogna una risposta radicale. Parallelamente alla battaglia contro l’abusivismo, multe salate ad Airbnb e creazione di un portale per denunciare i casi di irregolarità abitativa, arriva un intervento deciso sul mercato immobiliare."

tratto da:
http://www.lastampa.it/2017/01/29/societa/viaggi/mondo/troppi-turisti-a-barcellona-il-sindaco-basta-alberghi-in-centro-e-gli-investitori-scappano-uo7tiWQtcuRUM770opRcbJ/pagina.html

venerdì 27 gennaio 2017

Il livello del dibattito sul turismo in Italia


Il livello del dibattito sul turismo in Italia è questo: da un lato Regioni per le quali gli alberghi di piccola dimensione sono automaticamente fuori mercato (ma che sono fuori mercato non dovrebbe dirlo la domanda?), e dall'altro Associazioni che come proposta hanno quella di trasformare gli alberghi in case, in un Paese che ha già 20 milioni di vani vuoti!

Articolo pubblicatoda Il Tirreno, 19 gennaio 2017. “Troppi gli alberghi chiusi sulla costa, sfatiamo il falso convincimento che trasformarli in appartamenti sia un regalo alla speculazione e concendiamo gli svincoli”. Questo, in sostanza, ha detto Claudio Lotto, presidente di Confimprese, interpretando il “sentire” di molti degli operatori turistici della città. Ma la sua proposta è realmente fattibile? La risposta è no. No, almeno, stando a quanto prevede il Regolamento urbanistico in via di approvazione definitiva. Le previsioni riguardanti il cambio di destinazione d’uso delle strutture alberghiere sono, secondo le Norme tecniche di attuazione (Nta) del Regolamento molto limitate. “Il cambio di destinazione d’uso da funzione alberghiero a funzioni residenziali – riporta l’articolo 44 delle Nta – è ammesso solo nel caso in cui gli edifici alberghieri abbiano una capienza inferiore a 25 posti letto e o a 13 camere”. In altre parole, possono diventare appartamenti soltanto i piccoli alberghi. Una norma che si basa sul presupposto che i piccoli hotel o pensioni siano ormai “fuori mercato” e che, quindi, per essi sia ammessa la trasformazione in residenziale.
Ma la proposta di Claudio Lotto era mirata ad altro: a quella dozzina di alberghi – a cominciare dall’hotel Milano in pieno centro a Marina, per continuare con il Columbia, Villa Carla e altri – che hanno quasi tutti dimensioni medie e comunque superiori alle 13 camere fissate dalle norme Nta.
Strutture chiuse da anni, abbandonate alle erbacce e al progressivo degrado; hotel e pensioni che hanno fatto la storia del turismo di Marina ma che non hanno chances, così sostiene Lotto, di rinascere, perchè l’investimento necessario per recuperarli e ristrutturarli è troppo alta, in grado di mettere “fuori mercato” qualsiasi imprenditore. Viceversa, quei monumenti al turismo che fu, sono oggi un danno all’immagine del litorale, un problema di decoro e, talvolta anche di sicurezza.
Per questo il presidente di Confimpresa ne chiede lo “svincolo”, cioè la possibilità di trasformarli in residenze private. Trascurando, forse, il fatto che a Marina di Massa già ci sono 6-7mila case “vuote” utilizzate solo in periodi di vacanza. Eppoi, si fa osservare in municipio (e di questo Lotto si è dimostrato consapevole), assegnare a quei volumi una destinazione residenziale significherebbe sottrarli ad altri interventi edilizi – nuove costruzioni di abitazioni – ammessi dal Regolamento
urbanistico.

La palla-provocazione lanciata da Claudio Lotto, insomma, non è andata a segno ed è rimbalzata adesso al consiglio comunale, che dovrà approvare il Regolamento e le modifiche contenute nelle osservazioni. Con scarse possibilità di essere presa in considerazione.c.f.

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