sabato 6 febbraio 2016

Wedding in Toscana. I numeri


Un business da 107 milioni di euro all’anno, per circa 2.000 eventi.
Sono questi i numeri del wedding tourism in Toscana secondo i dati del Centro studi turistici di Firenze i matrimoni stranieri celebrati nella Regione nel 2014 hanno portato 94.134 arrivi e 405.246 presenze, con una spesa media per evento di 54mila 836 euro. Le coppie sono arrivate in prevalenza dal Regno Unito (39,7 per cento per 43,6 milioni di euro stimati), seguito da Usa (15,4 per 12,1 milioni), Australia (6,8 per 6,7 milioni euro), Olanda (4,3 per cento), Germania (3,8 per cento), Irlanda (3,6 per cento), Canada (3,3), Norvegia (3), Brasile (2,6), e Russia (2,4). (fonte TTG, 3 giugno 2015)


mercoledì 27 gennaio 2016

Bambini ben accetti!


%title%

"I bambini sono ben accetti sempre, soprattutto se fanno casino!". Riprendo questa segnalazione da Bologna Today, che scrive:

"Così si legge sulle vetrine del bar bistrò Cocòa in pieno centro storico a Bologna. La segnalazione ci arriva da Maria Angela, che passeggiando con la sua bambina, è rimasta piacevolmente colpita da questo messaggio, perchè "mi sembra una bella iniziativa nella civilissima Bologna". Una sorta di "risposta della città" a quei locali che invece non vedono di buon occhio la presenza di bambini, come il recente caso di un ristoratore capitolino che ha  suscitato non poche polemiche per aver affisso un cartello con il quale avvisava che “l'ingresso ai bambini di età inferiore ai cinque anni non è gradito”. L'accaduto ha subito sollevato polemiche e la gente si è divisa tra chi sosteneva la scelta del ristoratore e chi aspramente la criticava .  

mercoledì 20 gennaio 2016

Accoglienza svogliata



Non so se condividiate il mio punto di vista, ma a me sembrano in aumento le gestioni controvoglia
- ristoranti dove gli ospiti appena entrati si sentono invisibili e trasparenti, perché nessuno li accoglie, o li nota;
- alberghi dove non si pensa che si hanno persone 'in casa', ma tutta l’attenzione è sulle mansioni e le procedure;
- bar che ti fanno sentire in colpa se chiedi: “dove è la toilette?”.
- musei dove ti senti fuoriposto, fino a quando non capisci che è la loro mancanza di passione che genera quell’atmosfera.

Eppure a ben vedere siamo di fronte ad aspetti gestionali che a volte si possono risolvere con un poco di formazione e di condivisione. 
Certo non con una formazione basata su un approccio manageriale standard!
A volte basterebbe, non dico passione, ma un poco di buona volontà. Almeno quella non dovrebbe mai mancare.


mercoledì 13 gennaio 2016

Accoglienza turistica?


Non molti giorni fa - ne ha parlato la stampa - Settimio Calandra, pensionato agrigentino, è entrato negli uffici del “Dipartimento del turismo dello sport e dello spettacolo” di Gela, per chiedere informazioni su cosa visitare in città.

Pochi attimi dopo si è invece ritrovato chiuso dietro le sbarre del Municipio.

Ora non so se le cose siano andate davvero così, certo l'immagine che vedete rappresenta bene lo stato attuale dell'accoglienza turistica del nostro Paese, abbandonata a sé stessa e trascurata.
Osservando quello che accade in Italia mi pare di capire che molte Regioni, per interventi sull'accoglienza, intendano:  

  • migliorare il layout degli uffici informazione, 
  • dare gli IAT in appalto a chiunque, purché non gravino sulle casse delle Istituzioni pubbliche, chiedere ai volontari di garantire un minimo di servizi, 
  • o ristampare le piantine della città.

Certo si tratta di interventi a volte necessari, ma il tema non si può ridurre all'apertura di uno IAT nel mese di agosto o anche a Natale! Nè alla ristampa degli opuscoli in abbinamento all'ennesimo nuovo sito web o nuova App.
Occuparsi di accoglienza e farne occasione di marketing significa avere una visione strategica e progettuale condivisa dagli operatori e dalla comunità locale, e significa soprattutto intervenire sulla Risorsa Umana! Sono le persone che accolgono, non gli uffici. E quelle persone devono avere competenze e passione.
E' in assenza di queste condizioni che un turista rischia di trovarsi "incarcerato", anziché accolto!

lunedì 4 gennaio 2016

Quanto è accogliente Roma?


I turisti amano Roma, ma bocciano trasporti e organizzazione dei musei. A decretarlo un'indagine condotta dalla Confcommercio Roma su un campione di 400 turisti italiani e stranieri che hanno visitato la Capitale negli ultimi 3 anni.
L'82% degli interpellati pensa di tornare a visitare la città e di questi il 24,5% vorrebbe farlo per il Giubileo. Il 67% del campione la raccomanderebbe ad un amico.
Quasi tre turisti su quattro ritengono che il trasporto pubblico andrebbe migliorato. Per quanto riguarda i luoghi di pubblico interesse, l'80 per cento interverrebbe su prezzo, organizzazione e chiarezza degli orari di apertura.


lunedì 28 dicembre 2015

Il turismo culturale nell'indagine lastminute.com


Gli Italiani visitano molto di più le città estere rispetto a quelle del proprio Paese

Viaggiatori appassionati: un terzo degli Italiani conosce meglio le città estere rispetto a quelle del proprio Paese.
Trend emergente: il “viaggio Social” delle città – pensiamo di conoscere una città quando vediamo dei post sui Social Media
Il Colosseo nella “TOP 3” dei luoghi di interesse che gli Europei pensano di dover vedere almeno una volta nella vita – Roma, invece, una delle città più famose
Gli italiani pare siano gli europei che visitano più luoghi d’interesse culturale delle città all’estero, come rivela la nuova ricerca condotta da lastminute.com, il sito di viaggi che offre un’ampia gamma di offerte di vacanze in tutto il mondo.
L’indagine sulla “Cultura delle città” approfondisce il livello di conoscenza delle città più grandi del mondo e delle loro attrazioni iconiche. La ricerca mostra che gli italiani sono davvero degli appassionati viaggiatori di città, visto che hanno visitato in media 9.7 luoghi d’interesse in città estere. Molto di più rispetto ad altre nazioni, in particolare, paragonato ai tedeschi e agli inglesi con 9.3 luoghi d’interesse, 8.6 per gli spagnoli e 8.5 per i francesi. Infatti – eccetto gli spagnoli – tutti gli altri hanno visitato molto di più città all’estero rispetto a quelle nel proprio Paese.

Quando si arriva a parlare del grado di conoscenza delle città della propria Nazione, infatti, quasi un italiano su 3 (30%) dichiara che, in realtà, conosce allo stesso modo o meglio città estere rispetto a quelle italiane.

Archivio blog