mercoledì 19 agosto 2015

Accoglienza turistica allo sbando: IAT chiusi a ferragosto



Ragusa e dintorni pullulano di visitatori ma gli uffici turistici sono rimasti chiusi a ferragosto

Ecco la cronaca di questa situazione paradossale ripresa dalla stampa locale (che mi auguro abbia un poco esagerato) “I turisti ci sono e invadono le città barocche. Ibla, Modica. Lo stesso non si può dire degli uffici turistici dove gli orari, almeno a Ragusa e Modica, sono più adatti al personale impiegato piuttosto che alle esigenze dei turisti.
Come commentare infatti la comunicazione, peraltro in un inglese molto approssimativo, che l´ufficio di piazza della Repubblica a Ibla resta chiuso a Ferragosto e nei due giorni della festa di S. Giovanni. Giorni clou quando la gente si muove, cerca informazioni, chiede di volere essere indirizzata ed invece trova la porta sbarrata. La festa del patrono non si tocca (e si inventa l´escamotage della "disinfestazione") e il ferragosto è sacro, che i turisti di arrangino. Questo è il messaggio dietro le poche parole che si leggono sulla porta dell´ufficio. Alcuni consiglieri sono intervenuti sul caso: "I turisti hanno girovagato per i centri storici della nostra città si sono trovati disorientati nella giornata di Ferragosto tanto da chiedere informazioni alle edicole che in quella giornata festiva si trovavano aperte. Come sempre, ci perdiamo in un bicchiere d’acqua. Cosa ci sarebbe voluto a prevedere una turnazione adeguata? O a prevedere l’impiego di personale anche durante il periodo festivo?

Saracinesche abbassate già dalle 19 anche a Modica, proprio quando la gente si riversa nelle strade con il fresco della sera. Come cantava Mick Jagger: "Old habits die hard"."

martedì 11 agosto 2015

Accoglienza turistica in Italia. Cronache dello sbando



Le notizie che vi propongo parlano da sole, e dimostrano che in Italia non si affronta il turismo con la serietà e l’impegno necessari, anche perché molte Istituzioni hanno abdicato ai loro compiti, e non c'è una visione sul ruolo dell'accoglienza turistica, tantomeno degli IAT al tempo di internet. 

A Ventimiglia l’ufficio informazioni apre per 3 ore in via eccezionale, e come addetto alle informazioni c’è un consigliere comunale http://www.riviera24.it/2015/08/domattina-aperto-per-tre-ore-lufficio-informazioni-turistiche-di-ventimiglia-201552/

Lucca. Lo IAT chiuso riapre il 24 agosto gestito da studenti che hanno come tutor delle guide turistiche http://www.noitv.it/2015/07/riapre-il-punto-informazioni-turistiche-di-piazza-curtatone-91360/


Lago Maggiore. La Provincia non ha un euro a disposizione e tiene aperti solo due uffici. Per gli altri si fa quel che si può http://www.varesenews.it/2015/08/turismo-sul-lago-maggiore-informazioni-col-contagocce/391895/

Genova: Uffici informazione allo sbando: è il titolo del giornale che ne parla http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/07/30/ARVJRuIF-turismo_uffici_informazioni.shtml

Roma: Infoipoint chiusi per ferie. Anche qui la sintesi è nel titolo del giornale che ne parla http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/08/02/infopoint-chiusi-per-ferie-i-turisti-restano-senza-ciceroni-1.1444102



Milano. La storia dello Iat in stazione centrale la trovate qui http://accoglienzaturistica.blogspot.it/2015/05/milano-in-ricordo-dello-iat-in-stazione.html



Per fortuna ci sono anche buone notizie, casi virtuosi, località che non rinunciano all’accoglienza dei turisti. Trovate esempi positivi qui:
e qui:



venerdì 7 agosto 2015

Un caffè? tra cento metri c’è un altro bar


Vi propongo un commento di Emanuele Dessi, pubblicato dall’Unione Sarda il 28 luglio 2015, il direttore del TG di Videolina parla della Sardegna, ma credo che anche in questo caso il commento riguardi tutto il nostro Paese.

“Un caffè? Guardi, tra cento metri c’è un altro bar”. Anni Ottanta, Monserrato, pomeriggio di sole. Un po’ leggenda metropolitana, un po’ storia vera. I bene informati giurano che funzionava proprio così. Il proprietario del bar seduto sul marciapiede, le braccia sullo schienale della sedia. Guarda la strada con voglia di lavorare saltami addosso e pronto a fulminare il cliente che osa varcare la soglia del suo locale per un caffè: “Tocca, bai a s’atru bar”. Anno del Signore 2015, Sardegna, terra baciata da Dio e di nuovo tra le mete più amate dagli italiani e dagli stranieri, nonostante l’odissea, soprattutto per il portafogli, per arrivarci. Ebbene, quanti personaggi come il “simpatico” barista di cui sopra albergano nelle nostre spiagge e nei nostri centri storici? La cultura dell’accoglienza, per molti-troppi imprenditori (si fa per dire), è un po’ come una licenza elementare mai presa. Passi per la zappa sui loro piedi, ma quanti danni fanno, all’immagine della Sardegna, i pressapochisti del panino-sdraio & ombrellone-birra-pizza e rock and roll? Fateci caso. (...) E allora, chi ha nel Dna i geni del “simpatico” barista di cui sopra, quella serranda non la apra mai. E sei mai l’avesse fatto, la chiuda. Farebbe un favore certamente all’immagine di una terra che sa essere ospitale.
articolo integrale qui:

lunedì 3 agosto 2015

Accoglienza turistica allo sbando



Se avrete la pazienza di leggere quanto accade a Genova o a Roma, avrete uno spaccato chiaro di quanto sta accadendo nel nostro Paese, in tutte le regioni, da diversi anni: il sistema di accoglienza turistica istituzionale viene rottamato!
Prima la motivazione era: non ci sono risorse (ma sappiamo bene che non è così, basta guardare quanto viene speso in fiere turistiche, depliant, gemellaggi, missioni inutili, App che nessuno scarica e che non vengono mai aggiornate, doppioni inutili di siti web o di portali, e ricerche basate su metodologie da bar...
Da qualche tempo la motivazione è più trendy: "la gente si informa su Internet, quindi chiudiamo gli uffici e lasciamo a casa gli addetti all'accoglienza...." 

Ma allora bisogna ricordare alle Istituzioni che investire sul web non è affatto alternativo ad un investimento sulle persone! "internet siamo noi!" si legge sul nuovo Cluetrain Manifesto: New Clues .  che non a caso proprio sul tema dell'accoglienza raccomanda di prendere esempio dalle buone prassi della cultura off line.
Certo gli IAT vanno ripensati rispetto al passato e ovviamente tra i nuovi compiti e le nuove competenze ci deve essere - assieme al marketing dell'accoglienza - anche la gestione dell'accoglienza e delle informazioni sul web!
E sottolineo che quando dico "ripensati" non penso all'arredo o al nome, come vedo fare in giro.

Se mi seguite sapete che da diversi anni organizzo appuntamenti di carattere nazionale su questi temi, visto però il disinteresse delle Istituzioni avevo pensato di lasciar perdere, ma forse dovrò ripensarci ancora una volta. Continuate a seguirmi!

Genova - (...). Sono passate da pochi minuti le sette di sera e l’ufficio informazioni turistiche dell’aeroporto è già chiuso, da due ore. Nello scalo cittadino lo sportello Iat, Informazione e accoglienza turistica, osserva un orario stringato: dalle 9 alle 13 e dalle 13.30 alle 17.20. Chi atterra dopo quell’ora è un turista di serie B. 

È questo il biglietto da visita di una città che vuole puntare sempre di più sul turismo: (...)
Peccato per l’accoglienza al Colombo. «Sì, peccato - ammette Paola Casubolo, responsabile ufficio turismo comunale - dovremmo tenere aperto fino alle 20, anche per una questione di immagine, ma non ci riusciamo». Genova ha altri tre punti Iat, oltre a quello aeroportuale: via Garibaldi, Porto antico e Stazione marittima, quest’ultimo con orario ancora più snello, 8.30-11.30
Ad accogliere i visitatori, dispensando informazioni e consigli, sono in tutto sei persone. Sono state assunte dal Comune con un concorso nel 2008, conoscono la città nei dettagli e parlano almeno tre lingue straniere. Ma sono troppo poche. L’anno scorso - dicono i dati del Comune - hanno servito 250 mila clienti arrivati da tutto il mondo, (...)
Carla Sibilla, assessore comunale al turismo, spiega che i canali di informazione oggi sono anche altri, che quando il turista arriva sa già molto perché lo ha letto su internet, e che proprio per questo l’amministrazione ha investito sulla comunicazione online, con il sito visitgenoa.it tradotto in sette lingue, la pagina Facebook genova turismo e il blog loving genova. (...)

Roma: Infopoint chiusi, i turisti restano senza "ciceroni"
(...) La vergogna degli info point turistici del Comune di Roma inizia a Fiumicino dove, a causa del rogo che lo scorso 7 maggio ha distrutto parte del Terminal 3, non è stato ripristinato il servizio di informazioni turistiche. Nessuno, con la stagione estiva nel vivo e il Giubileo alle porte, ha pensato di installare il box in un qualsiasi altro punto dell’aerostazione. L’odissea del visitatore che non ha pianificato le vacanze ma ha preferito affidarsi alla formula «sacca in spalla», inizia appena mette piede sul suolo romano. 

grazie a Tiziana Tirelli e Giovanni Cerminara per le segnalazioni

mercoledì 29 luglio 2015

Il vero capitale dei territori è la Risorsa Umana


Non capisco perché le Istituzioni e le destinazioni turistiche investano tanto in pubblicità, in promozione turistica, in fiere e stand, in siti web/portali/App, e tanto poco in termini di Risorsa Umana (conoscenze, nuove competenze, accoglienza, aggiornamento, sensibilizzazione...).

Eppure non c'è bisogno di grandi ricerche per capire come e perché una persona scelga un determinato luogo o una destinazione, quali esperienze desideri fare, e cosa ricorderà di più al rientro a casa, di cosa parlerà più volentieri ai suoi amici e conoscenti, cosa condividerà più spesso sul web, cosa lo convincerà a tornare, o a restare qualche giorno in più...

Nei primi giorni di luglio ho girato per il Cilento, uno degli scenari più belli del nostro bellissimo paese. 

Ci sono andato per lavoro, e non è la prima volta. 
Anche questa è stata l'occasione per fare delle nuove conoscenze, tra le quali Cono Caputo, eccellente ristoratore e personaggio straordinario di Rofrano (immagine in alto). 
Ed ora ripenso all'esperienza degli Alberghi Diffusi nel nostro paese: quelli veri, quelli cioè ufficialmente riconosciuti (www.alberghidiffusi.it), devono il successo non tanto alle case, o ai muri, o ai loro siti web, ma ai gestori, che sono tutti - lasciatemelo dire - dei veri personaggi (ecco  solo per fare un esempio, Gianni, lo chef del Vecchio Convento di Portico di Romagna in una foto di Find Your Italy, qui in basso).

Ecco, quando ci occupiamo di promuovere e valorizzare dovremmo pensare anche ai personaggi, ai loro racconti e alle loro idee sullo sviluppo del territorio, prima di stampare l'ennesimo opuscolo o di aprire l'ennesimo nuovo sito web.


Se  anche voi condividete questo punto di vista cercate di sensibilizzare le Istituzioni e le Associazioni che si occupano di turismo, prima che partano in missione per fiere turistiche e gemellaggi inutili, e prima che investano cifre enormi per nuovi Osservatori sul turismo.

lunedì 27 luglio 2015

Turismo estivo in Europa: l'Italia è 1a



Gli stranieri trainano il comparto: crescono dell'1,8% negli ultimi dodici mesi, valgono quasi la metà delle presenze nella Penisola. Non a caso, l’Italia conquista il primato tra i Paesi europei per le presenze turistiche concentrate nei 4 mesi estivi da giugno a settembre 2014: il 16,1% del totale Ue, davanti a Francia (15,9%) e Spagna (14,3%)

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