domenica 21 settembre 2014

Parcheggia il tuo passeggino e prendi un marsupio



Parcheggia il tuo passeggino e noleggia gratuitamente uno zainetto o un marsupio
Ho trovato questo bel "gesto di accoglienza" ieri a Cesena, a dimostrazione che l'accoglienza è nel nostro DNA e che potrebbe davvero essere il nostro argomento più efficace per la promozione e lo sviluppo dei territori. 
Segnalo che anche per questo i Convegni Nazionali dei Piccoli Musei si chiamano - da sempre - "Musei Accoglienti" (Viterbo 26 e 27 settembre 2014) 

venerdì 19 settembre 2014

Città accoglienti: novità antigraffiti


Milano, Novità per combattere i graffiti. Si tratta di un prodotto che arriva da una ditta della Catalogna per il Comune di Milano. Al momento, il primo test è stato effettuato sulla palazzina Liberty al centro del parco di Largo Marinai d'Italia. Le azioni vandaliche, si spiega in una nota del Comune, hanno interessato tutti i versanti della struttura, in alcune parti le imbrattature arrivano a un'altezza di circa 2 metri e mezzo. L'intervento ha riguardato perciò l'intero complesso e ha previsto due fasi: nella prima, della durata di quattro giorni, le parti in pietra sono state ripulite da Amsa mentre il Nuir si è occupato di ripulire le superfici con intonaco. In particolare Amsa, che ha sponsorizzato l'operazione impiegando le ultime tecnologie di pulitura e manutenzione, ha utilizzato un moto compressore che spruzza acqua mischiata a polveri naturali, capace di eliminare le scritte sulla pietra. I tecnici del Nuir, una squadra di cinque persone, hanno utilizzato uno smalto antiruggine al quarzo per le superfici in ferro e una pittura al quarzo per l'intonaco. La seconda fase dell'intervento riguarda una lavorazione particolare, già sperimentata in Spagna, che renderà più facile e immediata la rimozione dei graffiti. Sarà infatti applicata una pellicola idrofoba e oloefobica, sino ad un altezza di due metri e mezzo, che salvaguarda il rivestimento in pietra e in intonaco della palazzina: si tratta di un film protettivo che consente la rimozione dei graffiti intervenendo con una spugna, acqua tiepida e un materiale speciale. L'operazione sarà realizzata a titolo gratuito dall'impresa spagnola HLG System con il supporto del personale del Nuir
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domenica 14 settembre 2014

Tokio è prima, ma Roma si piazza bene (per Tripadvisor)


Secondo il sondaggio annuale del portale prima per esperienza complessiva è Tokyo, che vince anche nelle categorie 'Disponibilità degli abitanti', 'Servizio taxi, trasporti pubblici' e 'Pulizia delle strade'.

Ottimo il piazzamento di Roma, che ottiene il primo posto in ben due categorie: 'Miglior città per cultura' e 'Miglior città per attrazioni'.

"Tokyo ha ricevuto voti molto alti dai viaggiatori - commenta Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor per l’Italia -, i quali ne apprezzano l’accoglienza e la disponibilità, la pulizia e l’ottimo sistema di trasporto pubblico. Roma, con ben due riconoscimenti, si conferma capitale mondiale della cultura e la destinazione più ricca di attrazioni del mondo: un ottimo risultato per la capitale e per l’intera nazione”.

Secondo il panel di viaggiatori TripAdvisor è Stoccolma la vincitrice sul fronte dei servizi per le famiglie, mentre Budapest risulta la più conveniente e Dubai è considerata la destinazione migliore per gli amanti dello shopping.

Vienna è la più facile da girare e Singapore la più confortevole per chi viaggia da solo.

Per quanto riguarda, invece, i ristoranti e la vita notturna il primo posto è appannaggio di New York, mentre è a Dubrovnik che si possono trovare i taxisti più amichevoli.

Sul fronte opposto, Mosca merita la maglia nera in ben cinque categorie: 'Abitanti più amichevoli', 'Taxisti più amichevoli', 'Miglior servizio taxi', 'Città più conveniente' e 'Migliori hotel'.

La città russa è seguita da Marrakech, in Marocco, che si piazza ultima sul fronte dei trasporti pubblici, dei servizi per le famiglie e della vita notturna. Infine Mumbai è fanalino di coda per quanto riguarda l'esperienza complessiva
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domenica 7 settembre 2014

Accogliere in dialetto


Scrive Cristina Peroglio sul TTG:
"ho scoperto che all'aeroporto di Bologna insegnano il dialetto ai turisti.
Il Marconi, in collaborazione con 'Succede solo a Bologna' ha organizzato un corso di dialetto bolognese in pillole per i turisti in arrivo. Le lezioni sono impartite con mini-video a vignette di due minuti ciascuno trasmessi sui monitor informativi presenti nelle varie aree del terminal e sono visibili lungo tutto l’arco della giornata.
La prima lezione è dedicata ai principali monumenti della città, ma ne seguiranno altre su come orientarsi, cosa mangiare e così via.

È una bella forma di accoglienza, è un invito: "Parla con me, ti dico come".
Scoperto questo, ho cercato di capire cosa fosse 'Succede solo a Bologna' e mi sono trovata davanti ad una associazione no-profit che fa un sacco di belle cose per promuovere la città.
Ma che mi ha conquistata soprattutto con alcune particolarità: dispone di un team di cheerleader (non lo so perché, ma lo trovo così surreale che è meraviglioso) e fra i suoi principali riconoscimenti annovera due gusti di gelato dedicati dalla gelateria Gianni e una linea di bottigliette d'acqua Cerelia con etichette che riportano alcune perle di saggezza bolognese.

L'Italia, quando sorride, è fatta anche così.
articolo integrale qui

twitter@cperoglio

mercoledì 3 settembre 2014

Puntare davvero sull'accoglienza. Un nuovo articolo del Corsera


Qualcosa sta cambiando, e l'interesse verso il tema dell'accoglienza cresce. Certo non tutti sanno coniugare accoglienza a marketing, ma in ogni caso si tratta di un interesse reale. A riprova, ecco un nuovo articolo del Corsera, questa volta a firma di Giovanni Belardelli, che chiede di puntare davvero sull'accoglienza turistica.
"Le cause della crisi del turismo nazionale sono note e basta del resto girare l’Italia per averne diretta esperienza: incuria dei luoghi e dei monumenti, appunto, strutture di accoglienza troppo spesso inadeguate e allo stesso tempo costose, cementificazione selvaggia soprattutto delle coste, tendenza di molti operatori a guardare al turista come al proverbiale pollo da spennare e via elencando. Ma dietro tutto questo c’è anche una questione che riguarda l’identità profonda del Paese e risale alla nascita stessa dello Stato nazionale.
Tra Sette e Ottocento le élite colte europee avevano eletto la Penisola a loro meta privilegiata; per la verità, amandone più le bellezze artistiche e paesaggistiche che gli abitanti (...) Poi, nei primi decenni repubblicani, il Paese finalmente sembrò adottare con successo il modello di una modernità di tipo nordeuropeo: fu l’epoca della grande industria chimica, delle Partecipazioni statali, della Cassa del Mezzogiorno, della definitiva scomparsa dell’antica Italia rurale. Senza l’accelerata modernizzazione del dopoguerra il «benessere» (misurato dalla disponibilità generalizzata di una lavatrice o del televisore, dalla possibilità di usufruire dell’istruzione o delle vacanze) forse staremmo ancora ad aspettarlo. Ma, appunto, oggi che quel tipo di modernità industriale appare, almeno in Europa, definitivamente in crisi dovremmo tornare a riflettere su ciò che il Paese vuole (e può) essere. Se non sia cioè il caso, vista la piega irreversibile presa dalla storia del globo, di riscoprire proprio la nostra peculiare natura di Paese dell’arte e della memoria d’Occidente, puntando davvero — dunque oltre le affermazioni di rito — sull’accoglienza turistica. Certe recenti dichiarazioni del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini parrebbero andare in questa direzione. Ma un esecutivo che fosse consapevole della questione e del suo carattere strategico non dovrebbe allora inserire tra i propri obiettivi — accanto a un determinato rapporto deficit-Pil o a un certo ammontare di tagli della spending review — anche quello di far risalire l’Italia al terzo o quarto posto nelle mete del turismo mondiale?
"L'insostenibile incuria del Belpaese" Giovanni Belardelli, Corriere della Sera 28 agosto 2014
la foto è di Gianluca Bagnara

venerdì 29 agosto 2014

Cronache di Accoglienza (4). Un post di Nicola Nori


Nicola Nori ha scritto una bella testimonianza che spiega molto bene che "il turista che incontriamo siamo noi che stiamo viaggiando", e che vi propongo di seguito.
"Un manager marchigiano di ritorno per le vacanze, proprio nelle Marche, in una famosa località di turistica, si è visto rifiutare la sua comanda al bar.
Era andato al bar per prendere “tre paste alla crema da portare via”. Il barista, alla richiesta, ha spiegato che al massimo poteva darne solo due perché la terza pasta rimanente doveva rimanere a disposizione di qualche altro cliente (sperando così di poter vendere pure un caffè o un cappuccino in abbinamento). Anche se poi, nei giornali si sono lette scuse e si è commentato dicendo che è stato “uno spiacevole equivoco” e che è stato solo “un caso”, queste cose, in pochi attimi, cancellano anni di sacrifici e di rinunce da parte di chi, ristoratore, albergatore o imprenditore minore, lavora con i turisti.
Quando dobbiamo essere accoglienti c’è sempre chi se ne sbatte.
Poi succede che si allunghi la fila delle persone che dicono “In Romagna è facile fare turismo perché fanno fare tutto a tutti! Loro campano di rendita tra Fellini e le discoteche!” e che alcuni imprenditori turistici non vedano più in là del loro naso. Ma non esiste solo il turismo delle discoteche.
Se ancora non si capisce che “il turista che incontriamo siamo noi che stiamo viaggiando” non si fa un passo in avanti. Contingentare le paste per accontentare il turista che verrà, a discapito di quello che è già davanti a noi e che paga per un servizio o un prodotto, non mi pare una mossa vincente.

"Invitare qualcuno alla nostra tavola vuol dire incaricarsi della sua felicità durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto". (Anthelme Brillat-Savarin)

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