giovedì 28 aprile 2016

L'industria del turismo in Italia


Gli occupati nel turismo in Italia sono circa un 1.120.000, ma non si è ancora capito che il comparto turistico può offrire nuove opportunità ad un altro milione di persone se vi è sinergia tra la mano pubblica che investe ed i privati che partecipano allo sforzo comune di servire la bellezza del Paese senza sciuparla in strane speculazioni od in avventure fittizie. 
cfr. Newletter Unionturismo 10 aprile 2016 

giovedì 21 aprile 2016

Ecco perché l'Italia è 1a nel desiderio dei turisti, ma non nella realtà


In questi giorni la stampa ha scoperto qualcosa che chi si occupa di turismo conosce da sempre, e cioè che l'Italia è 1a nella graduatoria delle destinazioni più sognate per le vacanze, ma sempre più indietro nella realtà.
I motivi che spiegano questa situazione sono molti. Ma la testimonianza che riporto di seguito dimostra che assieme alla mancanza di una vera politica nazionale condivisa, o all'assenza cronica dell'ENIT, o alla marginalità culturale cui è confinato storicamente il turismo nel nostro Paese..., ci sono mille episodi quotidiani di non-accoglienza, che distruggono lentamente quanto di buono e di straordinario riusciamo - nonostante tutto - a fare. 
Un caro amico di Milano mi scrive: 
"il collega del nostro ufficio di Budapest mi ha chiesto la cortesia di comprargli/riservargli due posti per una visita al cenacolo vinciano, in Santa Maria delle Grazie a Milano, per il prossimo mese di luglio.
Stando al sito www.vivaticket.it/index.php?nvpg[evento]&id_show=63954&idt=744, i biglietti per le visite di luglio dovrebbero essere messi in vendita da oggi, 21 aprile. Ovviamente, la vendita non risulta ancora aperta.
Beh, poco male uno pensa, visto che si può provare a contattare il numero telefonico 02 92800360. Tale numero, ça va sans dire, è perennemente occupato, con un risponditore automatico (solo in italiano!!!) che invita a richiamare più tardi.
Ultima soluzione: per informazioni riguardanti le visite guidate e le attività per famiglie si può cliccare suwww.spazioaster.it/cenacolo-vinciano.html … ed ecco il risultato:


lunedì 18 aprile 2016

L'Italia vista dagli stranieri



Tra i turisti stranieri che giungono in Italia, "chi ha viaggiato in aereo apprezza sì la puntualità del volo e la pulizia in aeroporto, ma lamenta le code al controllo passaporti, le attese per il ritiro bagagli, la scarsa conoscenza delle lingue da parte del personale e gli elevati prezzi dei mezzi di collegamento con le città. Chi invece ha utilizzato il treno è molto soddisfatto dell’alta velocità, ma valuta negativamente i treni regionali per il costo dei biglietti e la mancanza di sicurezza e puntualità. Uno straniero su cinque è poi rimasto deluso dal rapporto qualità/prezzo dell’hotel dove ha soggiornato (soluzione di alloggio scelta dal 68%) e, soprattutto, dalla mancanza del wi-fi gratuito.

I visitatori più severi sono i giapponesi, critici verso le tariffe dei biglietti dei treni, ritenute eccessive, e dalla mancanza di cortesia da parte del personale di bordo. Anche i francesi hanno qualcosa da ridire: criticano la pulizia e la segnaletica delle città e costo del biglietto dei trasporti pubblici."

lunedì 11 aprile 2016

Scenari dell'accoglienza: cani si, bambini no



"ABANO TERME - Ammesso Fido ma non un bimbo. È naufragata di fronte a questa scelta commerciale l'idea di una giovane coppia emiliana di trascorrere un weekend ad Abano. Impossibile soggiornare con la figlia di 18 mesi nell'hotel aponense che aveva individuato attraverso Booking.com.

Ci è rimasta male la donna che ha espresso la sua rabbia e sorpresa nel gruppo Facebook "Da Mamma a Mamma - Emilia Romagna". «Mamme, sono davvero schifata! Cercavo su Booking un hotel ad Abano Terme. Ne trovo uno con un buon prezzo per le date prescelte, vado dalla pagina della prenotazione, sto per prenotare ma cerco informazioni sul letto supplementare per la mia bimba di 18 mesi e cosa leggo? "I bambini non possono soggiornare". Eh??? Ma la cosa che mi ha dato più fastidio è stato leggere sotto "animali ammessi su richiesta". Io mi chiedo in che mondo viviamo, quando negli hotel i bambini non sono ammessi ma gli animali sì»."
articolo integrale qui 

martedì 5 aprile 2016

La grande Bellezza sprecata


"Stando al dossier Wttc ci sono oggi in Italia 1.119.000 occupati nel turismo diretto (dieci volte più che nella chimica) e compreso l’indotto (per capirci: compresi i laboratori che fanno i gilè per i camerieri o i mobilifici dei tavoli da trattoria...) 2.609.000. A dispetto dei sindacati, che non ne parlano quasi mai, uno ogni dieci occupati. Eppure sono pochi, rispetto ad altri Paesi meno «turistici» di noi. Può darsi che altrove contino in maniera diversa gli stagionali. Ma vi pare possibile che la Gran Bretagna abbia 672 mila occupati più di noi nel turismo diretto? O che la Germania, per quanto sia ricca non solo di industrie ma di bellezze artistiche e paesaggistiche (dai musei alla valle del Reno) abbia tre milioni e 10 mila addetti al turismo diretto cioè quasi il triplo di noi? Non ci sarà qualcosa di sbagliato nella gestione dell’enorme pepita d’oro che potrebbe essere il nostro turismo?"
Se volete leggere l'articolo di Stella sul Corsera del 5 aprile lo trovate qui

martedì 22 marzo 2016

Il 50% di un Ristorante è cucina, l'altro 50% è accoglienza


(...) "Proprio in questi giorni si sono sprecati convegni e titoli di giornali sul binomio turismo- enogastronomia con una farcitura di cultura che non sta mai male. Ma poi non si fa nulla, mentre l’attenzione è sempre sullo spaghetto nel piatto dello chef che è andato in tivù. Ma perché l’attenzione non viene mai posta sulla radice, ossia sull’arte dell’accoglienza, che nel mestiere di un ristoratore diventa turismo, cultura, cucina." 
Queste parole sono di Paolo Massobrio, che le ha scritte dopo essersi reso conto che il numero degli addetti che stanno in cucina, del quale parlano da anni tutte le TV, spesso equivale a quello del personale che sta in sala: "Come a dire che il successo di una meta internazionale di cucina italiana è al 50% cucina, ma l’altro 50 è servizio, accoglienza, professionalità, amicizia, racconto, tutti quegli ingredienti che sanno fare di una sosta qualcosa di memorabile. (...) Ma a parte alcune eccezioni - prosegue Massobrio - il resto della ristorazione italiana cresciuto fin troppo in fretta, latita proprio sul fronte dell’accoglienza. (...) Si mangia, si ordina un vino da una carta con etichette simili alle carte di 20 anni fa e poi si paga, buongiorno e grazie. Un locale che pensa che il 100% sia solo ciò che mangi ha intrapreso la strada sbagliata. E l’Italia della sintesi fra enogastronomia e turismo (e cultura) non può accettare di ridursi a una grande mensa, seppur di qualità".
Massobrio chiude l'articolo con queste parole: "il personale, avamposto di un locale, che è biglietto da visita dell’Italia che piace, non viene formato, perdiamo la grande occasione. E quando l’abbiamo persa, ci accorgeremo che eravamo davanti alla tivù a guardare come veniva un piatto, anziché pensare come accogliere il mondo che ha il mito del nostro Paese."
articolo tratto da Avvenire, mercoledì 17 febbraio 2016

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