mercoledì 22 ottobre 2014

Aerei accoglienti


I viaggiatori non possono più fare a meno di essere connessi alla rete neanche quando volano in aereo. È quando emerge da una indagine Honeywell, secondo la quale per il 66 per cento degli intervistati la connessione a internet durante il volo è uno dei fattori che più influenzano la scelta di un volo rispetto a un altro.
http://www.ttgitalia.com/stories/trasporti/99935_wi-fi_sugli_aerei_ormai__un_must_per_i_passeggeri/

sabato 11 ottobre 2014

I turisti non esistono: regole per convivere con la crisi


Per convivere con la crisi occorre un profondo ripensamento nella gestione degli alberghi.
In particolare occorre rivedere il concetto di "turista" (i turisti non esistono!), e di promozione "turistica", e occorre ripensare al ruolo dell'albergo e dell'albergatore. Insomma c'è bisogno di una "rivoluzione" che riporti ad unità il concetto di "Ospite".

martedì 7 ottobre 2014

Accoglienza e profili professionali: i Buddy


"Notiamo - dice - una ricerca sempre maggiore di soggiorni vissuti come farebbe una persona locale. Il desiderio di sentirsi parte dell'esperienza. Per questo abbiamo scelto di uscire dalle logiche delle principali destinazioni e monumenti iconici. Nei nostri tour ci sono anche questi, ma non sono più lo scopo principale del viaggio".
Si esprime così il responsabile di Find Your Italy, Monti, che aggiunge:
Per assolvere a questo compito, l'operatore ha inserito una figura fondamentale e di grande empatia: i buddy. "Si tratta - spiega - di nostri referenti locali che sono a disposizione del viaggiatore, si occupano dell'accoglienza e lo introducono ai segreti del territorio e alle meraviglie che questo offre".
Articolo integrale qui:
http://www.ttgitalia.com/stories/tour_operator/101300_monti_find_your_italy_proponiamo_esperienze_nuove_e_autentiche/

martedì 30 settembre 2014

Perchè l'ospite è sacro?



Riprendo una intervista di Alfredo Tradigo del 2010 al prof. Franco Cardini:

- Professor Cardini, come vivevano l'ospitalità i popoli antichi?
«Bisogna innanzitutto fare una grande distinzione tra popoli nomadi e sedentari che necessariamente vivono situazione ambientali diverse e non sono fatti per intendersi ma per confliggere tra loro. Caino e Abele, Ulisse e Polifemo, Romolo e Remo, miti che hanno la stessa radice in tre differenti culture: l’ebraica, la greca e la romana e che sono all’origine della nostra civiltà occidentale e cristiana. Lo scontro avviene tra nomadi e sedentari e l’assassino è sempre il sedentario: Ulisse è il contadino che vuole tornare alla sua isola, Polifemo è il pastore nomade che si sposta continuamente».
- Stando così le cose su cosa si fonda il concetto di ospitalità?
«Secondo il tedesco Carl Schmitt, filosofo del diritto, hospes, cioè ospite e hostis, nemico pubblico, sono la stessa parola. L’ospite, come lo straniero e il nemico, sono protetti dalla divinità, il diverso è degno di ospitalità e addirittura ne ha diritto: questo è un concetto fondamente nella cultura romana, greca, germanica, celtica, indiana, cinese, dei pellerossa d'America; insomma, in tutte le culture del mondo».
- E noi occidentali oggi?
«Forse abbiamo perso questa coscienza se ci meravigliamo, per esempio, che gli ostaggi dei talebani sono stati trattati bene: non ci rendiamo conto che siamo a contatto con culture arcaiche che non hanno perduto il senso della sacralità dello straniero, e persino del nemico che, quando è debole, è protetto da Dio».
- Qual è il senso dell’ospitalità presso gli ebrei?
«Mi capita a volte di di partecipare al Seder che è un pranzo rituale per la Pasqua ebraica in cui vengono invitati anche ospiti stranieri e in cui si recita il salmo che dice: “Ricordati che anche tu sei stato straniero in terra d’Egitto”. Ecco, è la scoperta di un elemento antropologico fondamentale: gli altri siamo noi».
- Come era vissuta l’ospitalità nel medioevo dei pellegrinaggi e delle crociate?
«Il pellegrino può essere un criminale, un violentatore o addirittura il diavolo in persona vestito da pellegrino, come si vede in alcuni cicli di affreschi medioevali; però bisogna accoglielo perché conviene: maltrattarlo non porta bene, mentre accoglierlo significa benedizione».
- Qual è il modello di ospitalità?
«Abramo che ospita i tre misteriosi pellegrini rivelatisi poi tre angeli: modello biblico fondamentale replicato nel vangelo in cui, al pozzo di Giacobbe, la samaritana, una donna straniera, accoglie uno sconosciuto non sapendo che è il Messia».
- Cosa accade nella Bibbia a chi tratta male i pellegrini?
«Se Abramo pur non sapendo chi sono i tre uomini che gli si presentano li accoglie e li serve a tavola, per contro, nell’episodio succesivo, gli abitanti di Sodoma cercano di violentare quegli angeli- pellegrini e proprio per questo vengono puniti da Dio».
- Anche Dio è un pellegrino?
«L'arca dell’Alleanza sta sotto la tenda, Dio è pellegrino e cammina con il suo popolo; l'arca è simbolo di Maria che porta Dio nel ventre».
- Come si lega l’ospitalità alle crociate?
«La crociata è un pellegrinaggio armato in deroga alle norme canoniche che volevano il pellegrino povero e disarmato. San Bernardo giustifica i cavalieri templari che, anche se religiosi, possono portare le armi per impedire un male maggiore che è la violenza contro i cristiani. Però, proprio durante le crociate, avvienne un rovesciamento interessante: molti ordini militari religiosi diventano ordini ospedalieri. Del resto negli ospedali militare ci si è sempre presi cura di tutti, compreso i soldati nemici.».
- Nel medioevo sono sorti altri luOghi di ospitalità?
«I monasteri. Sempre, dove c'è una comunità, si pratica l’ospitalità, nei monasteri buddisti come nei ribat musulmani diffusi nel nord Africa, fortezze poste sui confini del territorio islamico».
Riassumendo...
«Ci sono tre livelli di ospitalità. Il primo ha un valore storico antropologico comune a tutte le civiltà. Il secondo è il patto, l’allenza che Dio attraverso Abramo fa con il suo popolo. Nel cristianesimo, infine, Dio si fa uomo e ha bisogno di chi gli prepari da mangiare e un letto come le sorelle Marta e Maria; o di gli dia da bere, come la samaritana. In fondo, Gesù è il povero che chiede e che ci rimprovererà un giorno: Avevo fame... Avevo sete...».

articolo integrale qui:
Perchè l'ospite è sacro?

martedì 23 settembre 2014

La panchina è un simbolo di accoglienza


Non è la prima volta che propongo qualche riflessione sul tema della panchina. 
Per qualcuno di voi è forse un argomento retrò, non per me. 
La panchina non è solo uno strumento di arredo,
E’ un punto di sosta, 
Offre un punto di vista, propone una lettura,
E' un invito ad un ritmo diverso, alla lentezza,
E’ un “luogo”, il "terzo luogo" per esattezza, come ho scritto anche in questo Blog,
È simbolo di accoglienza,
Ha una funzione sociale, stimola incontri e relazioni,
È gratuita, è un dono e quindi genera legami.

(G.D.)



domenica 21 settembre 2014

Parcheggia il tuo passeggino e prendi un marsupio



Parcheggia il tuo passeggino e noleggia gratuitamente uno zainetto o un marsupio
Ho trovato questo bel "gesto di accoglienza" ieri a Cesena, a dimostrazione che l'accoglienza è nel nostro DNA e che potrebbe davvero essere il nostro argomento più efficace per la promozione e lo sviluppo dei territori. 
Segnalo che anche per questo i Convegni Nazionali dei Piccoli Musei si chiamano - da sempre - "Musei Accoglienti" (Viterbo 26 e 27 settembre 2014) 

venerdì 19 settembre 2014

Città accoglienti: novità antigraffiti


Milano, Novità per combattere i graffiti. Si tratta di un prodotto che arriva da una ditta della Catalogna per il Comune di Milano. Al momento, il primo test è stato effettuato sulla palazzina Liberty al centro del parco di Largo Marinai d'Italia. Le azioni vandaliche, si spiega in una nota del Comune, hanno interessato tutti i versanti della struttura, in alcune parti le imbrattature arrivano a un'altezza di circa 2 metri e mezzo. L'intervento ha riguardato perciò l'intero complesso e ha previsto due fasi: nella prima, della durata di quattro giorni, le parti in pietra sono state ripulite da Amsa mentre il Nuir si è occupato di ripulire le superfici con intonaco. In particolare Amsa, che ha sponsorizzato l'operazione impiegando le ultime tecnologie di pulitura e manutenzione, ha utilizzato un moto compressore che spruzza acqua mischiata a polveri naturali, capace di eliminare le scritte sulla pietra. I tecnici del Nuir, una squadra di cinque persone, hanno utilizzato uno smalto antiruggine al quarzo per le superfici in ferro e una pittura al quarzo per l'intonaco. La seconda fase dell'intervento riguarda una lavorazione particolare, già sperimentata in Spagna, che renderà più facile e immediata la rimozione dei graffiti. Sarà infatti applicata una pellicola idrofoba e oloefobica, sino ad un altezza di due metri e mezzo, che salvaguarda il rivestimento in pietra e in intonaco della palazzina: si tratta di un film protettivo che consente la rimozione dei graffiti intervenendo con una spugna, acqua tiepida e un materiale speciale. L'operazione sarà realizzata a titolo gratuito dall'impresa spagnola HLG System con il supporto del personale del Nuir
articolo integrale qui

Archivio blog