martedì 19 luglio 2016

Pokemon Go, il successo travolgente crea nuove opportunità



Il successo travolgente di Pokemon Go obbliga il sistema turistico e quello culturale ad interrogarsi e a valutare le opportunità che il nuovo Scenario ha improvvisamente creato.
Conosco gran parte delle motivazioni contrarie a fare i conti con questa novità (luoghi presi d’assalto, non durerà, consuma le batterie, distrae dalla guida…) ma francamente mi sembrano tutte deboli, o comuqnue gestibili.
Quelle critiche mettono in ombra parecchi aspetti positivi, e soprattutto il fatto che la realtà aumentata è diventata finalmente un “fenomeno” che coinvolge milioni di persone, e le spinge a muoversi, a viaggiare e soprattutto a camminare, a socializzare….
Un aspetto interessante è che il successo di Pokemon Go è stato largamente superiore al previsto, e ha costretto molti di noi a rimettersi in discussione, ed è stato così che alcuni pionieri dell’industia dell’ospitalità e del mondo dei Beni culturali hanno iniziato a crearsi uno spazio ed un posizionamento interessanti.
Oggi, a 4 giorni dal lancio dell’app in italia l’Enciclopedia Treccani ha pubblicato la voce “Pokemon Go”, e penso che forse solo questo dato dica quanto grande sia stato l’impatto sociale di quello che è più di un gioco e può essere più di un business straordinario.
Durerà poco? Non credo, il gioco è iniziato 20 anni fa e ha sempre avuto appassionati. E’ un gioco che si arricchisce continuamente, evolve. Per non dire dei cloni, come quello cinese utilizzassimo, o come quello coreano. Certo tra poco tempo sarà diverso da come si presenta ora, sarà più ricco da tutti i punti di vista, e avrà ben più dei 65 milioni di “utilizzatori” che ha registrato negli USA ad una settimana dalla sua uscita.

Utilizzo di Pokemon Go rispetto agli altri media sociali (11 luglio 2016)



Un piccolo aggiornamento:
Intervenendo in un confronto su Facebook stimolato da Marta Coccoluto (archeologa, giornalista e blogger, molto stimata) ho scritto questo breve commento:
"Cara Marta grazie del tuo post, lucido e condivisibile come sempre.

L’idea che alla visita di un museo debba essere abbinato qualcosa per attrarre pubblico non può davero essere l’unica regola!
Personalmente non sottovaluto il contributo che può dare la realtà aumentata. Si tratta solo di considerarla per quello che è: uno strumento e non la filosofia gestionale di un museo. Uno strumento in mano a chi gestisce il museo, naturalmente. Se un museo è statico e impresentabile, o se è stato trasformato in un luna park è perché le persone anziché utilizzare gli strumenti, li subiscono acriticamente e si fanno guidare da loro. E mi pare che su questo siamo d’accordo"

Se vi interessa il tema di questo post ecco qualche articolo utile:
http://uk.pcmag.com/feature/82938/pokemon-go-how-the-pokeconomy-is-changing-business-one-lure
http://fredericgonzalo.com/?p=8874?utm_source=newsletter
https://www.tnooz.com/article/pokemon-go-mantra-hotels/
http://www.lagenziadiviaggi.it/notizia_standard.php?IDNotizia=185675&IDCategoria=2423

martedì 12 luglio 2016

'Viagiar descànta' e altri pensieri sul viaggio


Viagiar descànta ma se ti parti mona te torni mona.

Viaggiare apre la mente ma chi parte stupido torna stupido (proverbio veneto)

Un viaggiatore non torna mai nel luogo dal quale era partito perché nel frattempo è cambiato tutto
Han Suyin 


Adesso che il mondo l’ho visto davvero so che è fatto di tanti piccoli paesi
Cesare Pavese

Il vero viaggio in quanto introiezione di un fuori diverso dal nostro abituale, implica un cambiamento totale dell’alimentazione, un inghiottire il paese visitato (...) facendolo passare per le labbra e l’esofago. Questo è il solo modo di viaggiare che abbia un senso oggigiorno, quando tutto ciò che è visibile lo puoi vedere anche alla televisione senza muoverti dalla tua poltrona. 
Italo Calvino

Il termine "viaggio" deriva da Viaticum, via tecum, una espressione che indicava quelle provvigioni che accompagnavano e nutrivano il viaggiatore lungo la via.

Ulderico Bernardi

Viaggiare è una scuola di umiltà, fa toccare con mano i limiti della propria comprensione
Claudio Magris

Si viaggia per comunicare. Non basta vedere, sentire a fior di pelle, toccare con mano, seguire le indicazioni delle carte topografiche. Si è ancora sulla scorza dell'esperienza. E' necessario comunicare
Franco Ferrarotti

I pellegrini sono viaggiatori che sono sempre in cammino perché non sono mai arrivati

Un amico che viene da lontano: non è forse una gioia?
Confucio

I miei pesi li ho gettati e il mio cuore è in vacanza
Ming Liao Tsè


Nell'immagine Chi Yujing 

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