lunedì 30 maggio 2016

Monumenti dedicati ai turisti e al turismo




Continuo a leggere commenti e anche articoli venati di antiturismo, come se i problemi delle destinazioni, e in primis l'impatto ambientale, fosse colpa dei turisti e non dell'Industria del turismo che ha inondato il nostro Paese di colate di cemento.
Così, per controbilanciare almeno in piccola parte quei giudizi, segnalo questo post che propone alcune statue e monumenti dedicati ai turisti, in giro per il mondo:
http://brandituptravel.wordpress.com/2014/01/07/statues-sculptures-and-monuments-dedicated-to-travellers/

martedì 24 maggio 2016

L'accoglienza non è solo attrazione


Il 22 aprile 2016 presso la XVI Conferenza CISET Italia e turismo Internazionale è stata riportata la chiusura in positivo del 2015 per quanto riguarda le spese dei turisti stranieri in Italia. Infatti si parla di 35milioni di Euro spesi in Italia dai turisti internazionali nel periodo di gennaio-dicembre 2015, registrando una crescita del +3,4% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, se si prende in considerazione la permanenza nel paese dei turisti stranieri, i dati mostrano che dal 2001 al 2015 siano stati persi 38 miliardi di euro per via della scarsa capacità nel trattenerli sul territorio. Nel 2015 la tipologia di vacanza “mordi e fuggi” è sempre più frequente sia tra i paesi europei sia tra i paesi asiatici ed americani. Infatti non sono solo i tedeschi a passare meno di cinque notti in Italia, cosi come i francesi e gli inglesi a trascorrere da quattro a tre giorni, ma soprattutto i cinesi che se nel 2001 pernottavano in media 1,8 giorni in Italia, nel 2015 solo 1,5.
Il problema dell’Italia quindi non è trovare nuove strategie per attrarre gli stranieri al nostro territorio già ricco di asset culturali e storici, ma puntare sul prolungamento delle loro vacanza: l’accoglienza non è solo attrazione.
Nonostante il ritardo dell’Italia nell’armonizzazione delle politiche turistiche prima annoverate a livello regionale e quindi l’attesa per la riforma dell’ articolo V della Costituzione del 2001 e della marginalizzazione dell’ENIT; del nanismo delle imprese italiane; di infrastrutture inadeguate o non omogenee su tutto il territorio nazionale e di una inadeguata formazione del personale; le entrate generate dal turismo internazionale - considerando gli effetti diretti, indiretti ed indotti del settore turistico- sono sempre in positivo. Infatti l’aumento della spesa internazionale ha beneficiato l’economia italiana e soprattutto quella del sud e delle isole; tuttavia la ricchezza alimentata da queste entrate è sempre stata inferiore a quella delle cinque più visitate regioni italiane: Lazio, Lombardia, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna.
Chi sono quindi i beneficiari di questa crescita? Considerando i mercati di origine dei turisti, sono sempre i  paesi europei a classificarsi al primo posto tra i maggiori consumatori Francia, Regno Unito e Germania. Tuttavia se da una parte nel 2015 si è vista una crescita anche della spesa dei statunitensi sul nostro territorio, dall’altra vi è stato un decisivo  calo della presenza dei turisti provenienti dai paesi BRIC, quali Russia e Cina.
Nonostante l’indice negativo della presenza dei turisti cinesi sul nostro territorio nel 2015, se si prende in considerazione un andamento più a lungo termine che vede il flusso degli stranieri in Italia nell’arco di quindici anni, il report di Confturismo-Ciset 2015 mostra come la classifica dei paesi al primo posto per incoming è in realtà cambiato e paesi come Cina e Russia abbiamo  guadagnato in media tre posizioni nell’arco del periodo designato.

Andamento arrivi internazionali in Italia nel 2015


Fonte: Confturismo-Ciset 2015
Inoltre le previsioni dell’andamento turistico incoming per il 2016-2018 mostrano una decisiva crescita dei paesi extra europei di cinque punti in percentuale.

Previsioni arrivi internazionali (tassi medi di variazione 2016-2018)


Fonte: Confturismo-Ciset 2015
Quindi le domande da porsi risultano essere: “saranno sempre le stesse mete quelle scelte dalla nuova generazione dei cinesi nei prossimi anni? E quali strategie utilizzare per prolungare la loro permanenza e aumentare i consumi stranieri sul nostro territorio?”

A seguito di una ricerca condotta dalla sottoscritta nel periodo di maggio- gennaio 2016 “…il nuovo turista dello Zhejiang è in prevalenza di genere femminile, preferisce il periodo estivo o invernale per intraprendere la sua vacanza in Italia, predilige visitare le  città italiane minori, prenotare una vacanza verso destinazioni marittime e passare in media due settimane nella nostra penisola. Il nuovo turista non è molto esigente dal punto di vista culturale, è perlopiù un giovane laureato che conosce bene la cultura italiana e richiede di essere accolto nelle strutture ricettive italiane con una pietanza cinese, una rete Wi-Fi gratuita ed alcuni piccoli accorgimenti come spazzolino e dentifricio nelle camere….”.
Prendendo in considerazione da una parte il profilo del turista cinese e dall’altra la possibilità di combinare in una sola meta l’esigenza di visitare nuove città e di nicchia, mete balneari e siti culturali, risulta interessante prendere in esame la regione Puglia.
La relazione Chinese customer- tourist destination è stata svolta dopo la lettura dell’analisi strutturata di  
Laura Leoni della direzione centrale delle statistiche economiche congiunturali dell’Istat in merito alla capacità ricettiva della regione.
Da quanto esposto si nota come nel periodo 2007-2013 vi è stata una crescita del numero di strutture alberghiere e non, specialmente in Puglia, segnando un +18% rispetto al +14% di tutta l’Italia. I numeri più rilevanti si sono riscontrati per le strutture a 4-5 stelle e per i Bed&Breakfast. Queste tipologie ricettive sono anche le strutture più gettonate rispettivamente dal target dei cinesi seniors e dalle nuove generazioni o turisti abituali. Inoltre la Puglia ha segnato un incremento dei flussi nazionali del +10% e di quelli stranieri del 52%, raggiungendo un incremento totale del 16%.
Di certo i cinesi non sono ancora tra le prime posizioni nella  classifica delle presenze ed arrivi delle strutture ricettive pugliesi, ma la regione a dispetto della media nazionale è riuscita a tener testa nella permanenza dei turisti stranieri sul proprio territorio.
In conclusione, se vengono presi in considerazione i flussi turistici outbound cinesi in periodi di destagionalizzazione (febbraio-ottobre) e si considera la alta attrattività della regione Puglia anche in periodi di bassa stagione, si potrebbe raggiungere una soluzione ottimale per la promozione del territorio a livello internazionale.
Tuttavia, nonostante la forte capacità attrattiva della regione, la presenza capillare sul territorio di strutture a 4-5 stelle, extra lusso, agriturismi e Bed&Breakfast, il punto critico della Puglia risiede nella poca sostenibilità dell’economia turistica.  La presenza di sempre più strutture a conduzione familiare, caratteristica peculiare del paese, ma soprattutto della crescita esponenziale di OTA sul mercato, hanno intaccato la già molto fragile reddittività aziendale turistica della Puglia. Inoltre nello studio di  un mercato turistico molto particolare come quello cinese, bisogna valutare non solo la tipologia di vacanza ma anche i collegamenti aerei, la formazione del personale per l’accoglienza del cliente, la promozione del territorio all’estero, le problematiche del visto e fare anche i conti con la disarmonizzazione delle politiche turistiche regionali .
Infine l’obiettivo che si dovrebbe porre l’Italia, al fine di poter giovare dalle entrate della madrepatria del turismo outbound è quello di cercare di incrementare la destagionalizzazione cinese sul nostro territorio; puntare a regioni che godono di una forte attrattività culturale anche in periodi di bassa stagione e prolungare quindi la loro permanenza.
Elaborazione dati a cura di: Flavia Vassallucci flaviavassallucci@libero.it
Fonte foto: GDA

mercoledì 11 maggio 2016

Il nostro Paese negli occhi degli stranieri

"La frangia così non mi piace!" Quando ho sentito questa frase la prima volta sono rimasto a bocca aperta. Ho lavorato a lungo come parrucchiere in Giappone, ma non mi era mai capitato di sentirmi dire "non mi piace" in maniera così sfacciata. In Giappone tendono a dire "Sì va bene, a posto" con una faccia scontenta... Ma ecco, ti fanno capire che apprezzano comunque il lavoro. Invece i clienti italiani sono proprio diretti. Con il tempo ho imparato a conviverci, ma ricordo che inizialmente questo modo di fare mi ha spaventato e fatto sentire a disagio. — Shinichi Morita, Giappone 

sabato 7 maggio 2016

Quanto è accogliente Parigi?


Selon une étude Ipsos/Spella s'appuyant sur l'analyse de près de 4 millions d'avis de consommateurs en ligne, la ville lumière ne se classe qu'au 9ème rang des villes les mieux notées pour leur offre touristique et hôtelière.
L'institut Ipsos et Spella, spécialiste belge de la collecte de données digitales viennent de publier les résultats d’une étude d’un nouveau genre, prenant en compte les avis de consommateurs en ligne. 3,7 millions d’avis et de commentaires ont ainsi été collectés et analysés en 15 jours, soit 1,5 million d’individus dans 197 pays et plus de 100 langues.
http://www.lechotouristique.com/article/pourquoi-paris-decoit-les-touristes,81980

giovedì 28 aprile 2016

L'industria del turismo in Italia


Gli occupati nel turismo in Italia sono circa un 1.120.000, ma non si è ancora capito che il comparto turistico può offrire nuove opportunità ad un altro milione di persone se vi è sinergia tra la mano pubblica che investe ed i privati che partecipano allo sforzo comune di servire la bellezza del Paese senza sciuparla in strane speculazioni od in avventure fittizie. 
cfr. Newletter Unionturismo 10 aprile 2016 

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