venerdì 12 ottobre 2012

Assise dell'Ospitalità italiana, un breve consuntivo


Al termine di due giornate di Assise dell'Ospitalità provo a fare un piccolo consuntivo per chi avrebbe voluto esserci, ma non ha potuto.
Cominciamo con qualche dato: 11 Regioni presenti, una trentina di province rappresentate, e poco meno di 200 partecipanti complessivamente (tra plenaria, gruppi di lavoro e dintorni pomeridiani).
Più o meno come lo scorso anno. Se fossi un politico, anziché il coordinatore dell'Assise dell'Ospitalità Italiana, direi l'orribile parola: "abbiamo tenuto".
Quanto ai contenuti, sono più contento:
- il prf. Ciurnelli ha chiarito bene le normative attuali,
- il consolidato modello romagnolo di DMO, presentato da Marcello Baldacci, batte tanti altri modelli proposti come "fari", e in più non è un'"araba fenice",
- l'esperienza britannica presentata da Andrew Abram è davvero molto interessante e stimolante,
- illuminante come al solito l'intervento di Paolo Desinano sui temi del Destination Management (CST),
- e l'intervento dell'Assessore Di Dalmazio è stato una spanna sopra le cose che si leggono questi giorni sui piani del Governo, dell'Enit & Co.
Purtroppo, per una inadeguata copertura di rete, non abbiamo potuto comunicare in diretta che pochi tweet e poche immagini. Peccato!
Il secondo giorno i tavoli di lavoro sono stati molto ricchi. Quello che ho seguito direttamente (IAT 2.0) ha visto due casi molto diversi, il primo presentato dall'ottimo Pasquale Stroia, di Costruire Turismo (se non lo conoscete sentirete parlare di lui), che ha riguardato il borgo di Tavarnelle, e il secondo ha riguardato l'esperienza di Spazio Umbria, un progetto molto ampio della Regione Umbria che ha già dato risultati eccellenti e che riguarda una pluralità di azioni e di strumenti, in Italia e all'estero, online e offline, compreso uno IAT temporaneo. Un progetto condiviso, e costato poco. Sento sempre parlare di Toscana, ma, grazie a GiovanniTarpani (prendete nota di questo nome), ho scoperto che l'Umbria su questo campo ha qualcosa da insegnare. Anzi ha molto da insegnare.
Quanto a me, ho sostenuto che l'accoglienza (e non certo la promozione) è la cosa che sappiamo fare meglio. Ho messo in guardia però da un approccio spontaneistico elencandone i limiti, e anche da un approccio solo professionale e standard. Ho cercato di spiegare come l'accoglienza possa essere fatta e gestita, e trasformata in vantaggio ulteriore. Credo di aver dato la giusta importanza al web 2.0 e alla rivoluzione che ne è seguita, offrendo qualche spunto agli IAT e stimolando quanti non lo hanno ancora fatto ad attrezzarsi di conseguenza.
Ho anche lanciato proposte nuove (provate a guardare il link in fondo al post) sottolineando il valore, e anzi l'unicità dell'approccio italiano al turismo e alle relazioni con le persone, e la centralità nel turismo e nell'accoglienza della "risorsa umana".
Nella mia relazione ho dimenticato di dire che le mie proposte degli anni scorsi per lo sviluppo di una cultura italiana del turismo vanno avanti (in particolare non ho detto che martedì 16 sono a Bergamo per una giornata dell'accoglienza).
Voglio ringraziare, e non in modo formale, la Provincia di Verona (Monica Fondriest), Verona Turismo (Loris Dainelli, e poi Francesca Caldarola, Marco Monaco...), la Regione Umbria (Antonella Tiranti, Daniela Grassini), la Provincia di Pesaro e Urbino (Massimo Grandicelli, e Ignazio Pucci) e la Provincia di Ferrara (Roberto Ricci Mingani), oltre che la Regione Veneto (Paolo Rosso), senza i quali l'Assise nazionale non sarebbe mai decollata e, in un anno così difficile, non avrebbe ottenuto i risultati che ho parzialmente e schematicamente sintetizzato. Ringrazio i relatori che hanno preso parte all'evento (mi scuso per non averli citati tutti). Appena saranno disponibili gli Atti, dove invece tutto sarà documentato, vi avviserò. Dò a tutti appuntamento alla 4a Assise dove non mancheranno le novità.

Ecco il link di cui sopra:
http://www.accademiadellaccoglienza.it/

1 commento:

  1. Sono un'operatrice turistica abruzzese e sono molto "curiosa" di leggere gli atti del convegno, sopratutto per avere un'idea dell'intervento del nostro Assessore Regionale Di Dalmazio. Purtroppo alcune vecchie mentalità imprenditoriali non ne condividono la visione più moderna, forse è questo il motivo per cui il turismo in Abruzzo stenta a decollare. Stanno nascendo tante iniziative interessanti, legate al mondo dell'accoglienza non intesa solo dal punto di vista dell'accoglienza alberghiera, ma vista in un'ottica trasversale. Spero di darvi presto nuovi aggiornamenti in materia così da poter condividere informazioni e qualche suggerimento per la promozione del territorio.

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