venerdì 15 marzo 2013

I monumenti che affascinano di più sono quelli non turisticizzati



Mentre leggevo qualche pagina del libro di Luca Nannipieri (La bellezza inutile, Jaka book, 2011), ho scritto qualche nota, ma ora non ricordo se siano copiate dal testo o se siano miei pensieri suggeriti dal libro. Ne incollo un paio qui di seguito:
"Spesso i monumenti che attirano di più sono quelli non turisticizzati, accuditi da persone che vivono nelle vicinanze. Per loro, o per la comunità non si tratta di  beni culturali, ma di qualcosa che fa parte della loro identità sociale, della loro storia".
Se penso alla Pieve di S. Maria di Antico (RN) che custodisce una maiolica di Luca della Robbia, per vedere la quale devi chiedere alla persona che abita lì di fianco, e alle tante situazioni simili, non posso che confermare. Visitare quei luoghi, con quelle modalità, è un'esperienza straordinaria! Ed anche i custodi/volontari sono spesso persone straordinarie.
Per questo caso specifico ritengo che si tratti di esperienze che dovrebbero essere ancora più diffuse, ma non potrebbero essere la regola.

Ed ecco un'altra nota: "una Pieve come un antico Monastero non possono essere ridotti a semplice bene culturale, perché così sono privi di vita, magari tutelati, ma non vissuti, e così sono culturalmente morti, privi di senso".

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