domenica 12 gennaio 2014

Il dono dell'accoglienza


Un post di Daniela Vargiu
"Tanto tempo fa in occasione della festa del Santo Patrono San Valentino, l'ospitalità era molto viva e costituiva motivo di orgoglio avere a casa molti ospiti di vari paesi, ai quali, oltre al vitto e alloggio per due o tre giorni, alla partenza dell'ospite si usava offrire su corriolu, un pane di pasta dura di semola, finemente lavorata e qualche altra cosa particolare, a seconda delle disponibilità. Su corriolu era una usanza tipica delle comunità agro-pastorali, infatti essa si ritrova anche in altri villaggi. Stabiliva e rinsaldava l'obbligo all'ospitalità e all'amicizia, ma allo stesso tempo chi riceveva doveva poi rendere agli amici o parenti un egual dono in occasione delle feste dei santi patroni dei propri villaggi. Ancora oggi chi viene in visita a parenti ed amici, anche se non più in occasione delle sole feste religiose, riparte con un piccolo dono. Può essere qualsiasi cosa, anche perché ora a differenza del passato, vi è una maggiore disponibilità. Nello spirito di questa tradizione secolare, anch'io ho pensato di accompagnare i miei ospiti con qualcosa: possono essere dei dolci cucinati per loro in occasione della colazione, possono essere dei fiori o piantine del giardino........parole e affetto....o anche delle erbette tipiche della macchia spontanea del nostro Taccu come il timo, rosmarino.........o della marmellata di mele cotogne........a ciascuno il suo in base al rapporto che si instaura tra di noi. Ma per essere un po' più originale, ho pensato di accompagnare i miei ospiti nell'orto vicino alla struttura di Giuanni Ebranu, in una località chiamata Fundusei. Come precedentemente vi ho parlato l'orto si è finalmente deciso a ripagarci con i suoi frutti tutto il lavoro che gli abbiamo dedicato. Inizio a raccogliere il basilico, prezzemolo e lattuga, zucchine......"

Un breve commento:
Un piccolo dono, a ciascuno il suo in base al rapporto che si instaura, scrive Daniela, che ho conosciuto in un seminario sull'accoglienza turistica in Sardegna. Piccoli gesti, fatti di piccoli niente, perché la cosa principale che si dà in dono è una parte di noi. E' questa l'ospitalità che si ricorda, che si desidera, e che può creare relazioni.
Su questa base l'accoglienza può aiutare le vostre attività (alberghi, B&B, uffici informazione, alberghi diffusi, agriturismo, musei..., guide, accompagnatori, interpreti, agenti di viaggio...). Su questa base il nostro Paese può recuperare la propria cultura dell'ospitalità e dell'incontro. Su questa base anche il web ed i Social Network possono essere alleati formidabili per lo sviluppo. E su questa base tante parti del nostro Paese possono fare del turismo un'industria che crea occupazione e reddito (senza ciminiere).

Se volete seguire Daniela, ecco il suo blog (dal quale è tratta anche l'immagine):

2 commenti:

  1. Grazie per l'attenzione e l'affetto della sua condivisione.

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    1. Grazie a te per come hai colto e interpretato le cose delle quali abbiamo parlato!

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