mercoledì 29 marzo 2017

Il mercato turistico del Giappone, opportunità da non perdere



Nel 2016 ho ricominciato a scrivere articoli sul mercato turistico giapponese, erano diversi anni che non lo facevo, da quando il boom del turismo cinese ha catalizzato tutte le mie attenzioni.
Se l’ho fatto è stato, in primo luogo, per lo straordinario interesse che il Giappone ha mostrato al fenomeno dell’Albergo Diffuso, in particolare dopo l’uscita del libro della giornalista Natsu Shimamura, sulla vita nei borghi italiani, che dedica un capitolo al modello dell’Albergo Diffuso.
In secondo luogo sono stato spinto da una novità: lo sviluppo del turismo outbound: l’aumento del turismo giapponese verso l’estero, che ho seguito lungo tutto il 2016, e che è stato ufficialmente confermato dai dati pubblicati a fine anno (+900 mila turisti andati all’estero rispetto al 2015).
L’ottimismo con il quale ho ripreso ad occuparmi di Giappone è stato nuovamente confermato dai primi dati resi noti per questo 2017, che mostrano anch’essi il segno “+”.
Di tutto questo ho parlato il 28 marzo ad un seminario organizzato ad Alessandria dall’ATL Alexala, dove ho incoraggiato gli operatori presenti, sostenendo che oggi l’offerta legata a destinazioni meno note a livello internazionale ha qualche carta in più da giocare: la novità, il sapore della scoperta, il fascino dell’Italia autentica…
Nell’occasione ho cercato di raccomandare agli operatori di pensare a proposte in grado di offrire l’atmosfera italiana a tutto tondo, nella gastronomia, nelle visite ai luoghi culturali, anche ai piccoli musei, nelle passeggiate…, senza timori reverenziali nei confronti di destinazioni concorrenti più famose. Perché è questo che cercano i turisti giapponesi che verranno in Italia nel 2017.
Un mercato destagionalizzato come quello giapponese, se affrontato senza pregiudizi, e liberi da schemi omologanti e standardizzati, può tornare a dare soddisfazioni, soprattutto all’Italia che è rimasta più ancorata alle sue radici, e che è riuscita a preservare il suo patrimonio storico-culturale oltre che paesaggistico. Un bene prezioso, che conta moltissimi estimatori in Giappone e che può dare risultati, soprattutto se gli operatori riusciranno a presentarlo con proposte di qualità, e con entusiasmo.
Giancarlo Dall’Ara


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